sabato 4 aprile 2009

Alexandros (capitolo 4)


Alexandros si sentiva a pezzi; era come se lo avessero picchiato tutta la notte. Gli faceva male dappertutto, soprattutto dietro al collo. Cosa cavolo era saltato in mente a Marcus di colpirlo cosi violentemente?! Sospirò pesantemente scalciando una pietra, ma gli uscì un espressione di dolore poiché nel movimento aveva rigirato la schiena. Maledisse ancora una volta il proprio padrone.
“ Ehi! Che avete fatto? Mi sembrate piuttosto malridotto”disse la voce roca di Julius. Alexandros trasalì, poi lo vide accanto a sé, spuntato da chissà dove.
“ Divertente Julius, ma non sono in vena delle tue sciocchezze.”replicò il ragazzo asciutto continuando a camminare e, anzi, affrettando il passo nella speranza di seminare l’inatteso seccatore, ma quello gli stette dietro senza alcuna fatica.
“ Marcus non c’è.”lo informò il ragazzo alzando le spalle, Alexandros si fermò e lo guardò sospettoso.
“ Andrò a controllare da solo, grazie.”e ricominciò a camminare anche Julius lo seguì.
“ Lei non si fida di me.”lo accusò a sguardo basso.
“ Perché dovrei?”ribatté l'altro decelerando.
“ Perché sono il figlio del tuo padrone” .
“ Credi davvero che la fiducia si ottenga cosi? Ti sbagli, Julius. Per avere la fiducia di qualcuno bisogna guadagnarsela, non bastano rapporti d’amicizia, di parentela o altri; per la fiducia ci vuole impegno”finì di parlare e si fermò guardandolo negli occhi, che stranamente li abbassò.
“ Scusami”sussurrò Julius visibilmente a disagio.
“ Figurati. Diciamo che voglio darti una possibilità… c’è o non c’è Marcus?”gli domandò serio, Julius lo guardò negli occhi e Alexandros si sorprese di quanto i suoi occhi assomigliassero a quelli del padre.
“ Non c’è”rispose con tono grave.
Alexandros stette in silenzio, anche l’altro fece lo stesso, infine gli sorrise.
“ Bene, allora grazie di avermi avvertito”fece lui cominciando ad andare nella direzione opposta. Julius lo seguì.
“ C’è qualcos’altro?” .
“ No… si! In altre parole… mi chiedevo se avesse qualcosa da fare oggi…”balbettò il ragazzo, Alexandros alzò un sopracciglio.
“ No, a quanto pare, perché?”.
“ Beh, volevo passare un po’ di tempo con lei”rispose, ma vedendo Alexandros mettersi sulla difensiva, subito aggiunse” perché i miei fratelli passano quasi tutti i pomeriggi con lei, quindi volevo vedere se è vero quello che dicono di lei…” .
Alexandros era di nuovo in preda ai sospetti, con quel ragazzo non si sapeva mai, tuttavia non aveva appena deciso di fidarsi di lui? Cosa poteva combinargli? Sospirò pesantemente ed esternò un sorriso. Anche Julius sorrise.

Alexandros rise di cuore. Stava seduto su un tronco d’albero steso a terra e accanto a lui sedeva Julius che rideva a crepapelle. Il ragazzo moro gli aveva raccontato una barzelletta che provocò in entrambi ilarità.
Quando si calmarono si guardarono negli occhi e ricominciarono a ridere. Julius si teneva la pancia, infine smisero.
“ Non pensavo proprio che potevi essere cosi”confessò Julius guardandolo.
“ Cioè?”.
“ Non so… pensavo fossi solo uno serio e molto triste, invece…”disse facendo un gesto come per dire “ sai tu cosa intendo”.
“ In effetti un po’ mi sono calmato… però mi manca tanto la mia terra e gli affetti che avevo lì”fece lui passandosi una mano fra i capelli ramati. Un brivido percorse la schiena di Julius e subito distolse lo sguardo.
“ E’ la prima volta che parli di te…”.
“ Si?”.
“ Già… lì hai i tuoi famigliari vero? E gli amici? Forse anche una moglie?”volle sapere il ragazzo, ma Alexandros rise piano.
“ Ehi! Che raffica di domande!”.
“ Sono solo curioso”si giustificò serio.
“ Scherzo… a dire la verità, da quando sono stato preso in Macedonia, non ricordo quasi nulla né della mia famiglia, né dei miei amici e tanto meno di un’eventuale donna nella mia vita”alzò le spalle guardandosi le caviglie perlacee.
“ Davvero? Allora come fai a sapere della loro esistenza?”.
“ Perché sento che mi mancano, a volte provo una grandissima nostalgia e poi… certe notti in sogno mi appaiono delle immagini, ma non credo siano solo semplici sogni perché sono troppo nitidi, perciò penso che possano essere dei ricordi”rispose sorridendogli in modo triste.
“ Va bene, lasciamo stare quest’argomento”propose il ragazzo moro e l’altro gliene fu grato.
In lontananza cominciarono a addensarsi sul cielo nere nuvole di temporale, perciò Alexandros affermò che conveniva avviarsi verso casa.
Camminavano fianco a fianco. Nonostante Alexandros fosse più grande di due anni, Julius era più alto di lui e anche più robusto, i tratti del suo viso erano duri come quelli di Marcus, anche se ancora avevano qualcosa di adolescenziale; il corpo era possente e muscoloso, quasi come se per tutta la propria vita non avesse fatto altro che lavorare duramente. Alexandros, invece, era più snello e, in confronto a lui, effeminato.
“ Domani ci sarà lezione?”Julius ruppe il silenzio calato fra loro.
“ Penso di si… Julius?”.
“ Mmh?”.
“ Per favore non farne parola con tuo padre di quello che abbiamo parlato questo pomeriggio”gli chiese guardando in basso.
“ Ah, adesso si fida di me?”fece ironico Julius.
Alexandros lo fulminò con lo sguardo e il ragazzo ricambiò lo sguardo.
“ Anche se glielo dicessi sa cosa gliene frega…”.
“ Julius…”.
“ Va bene, va bene, non dirò nulla”disse alzando una spalla e le prime gocce cominciarono a cadere dal cielo nero. In lontananza si sentivano i tuoni. Cominciarono a correre, Alexandros inciampò in una radice e andò a sbattere contro Julius che era davanti. Caddero entrambi e nella caduta Alexandros portò subito le mani sotto la testa di Julius per evitare che sbattesse, ma facendo ciò si sbucciò tutta la pelle delle mani e si graffiò. Il sangue cominciò subito a fuoriuscire. Julius si rialzò e lo fissò sgranando gli occhi, Alexandros capì che aveva paura del sangue.
“ Che fai?! Voltati! E corri se no ti prendi la febbre e non potrai venire alle mie lezioni! Sbrigati!”gli gridò, quello esitò, poi gli obbedì. Alexandros lo seguì qualche passo più indietro.
La pioggia era talmente abbondante che sentiva che gli stava tagliando la pelle, quasi non vedeva più davanti a sé e le mani gli bruciavano.
Finalmente arrivarono a casa. Tutti stavano al riparo nella domus; Alexandros si fermò sotto il porticato portandosi una mano al petto per riprendere fiato, invece Julius si impietrì. Il ragazzo non capì cosa stesse succedendo quindi seguì il suo sguardo e vide davanti a loro Marcus.
Gli si raggelò il sangue nelle vene.
La sua espressione era furente, li guardava con occhi che se solo avessero potuto li avrebbero inceneriti all’istante.
“ Marcus…”iniziò Julius sottovoce, ma l’uomo gli fece gesto di restare in silenzio.
“ Vai subito in camera tua e restaci”lo ammonì, il figlio obbedì, ma prima di andarsene guardò Alexandros sottecchi.
Una volta rimasto da solo con Marcus cercò invano di darsi una regolata, ma sapeva che era in uno stato orribile: i capelli incollati alla testa e al collo, le mani sbucciate e colanti di sangue, i vestiti incollati alla pelle.
Marcus gli fece segno di seguirlo, lui cercò di parlare.
“ Non una parola”lo avvertì, pertanto non gli rimase altra scelta che seguire i suoi passi.
Entrarono nella vasta stanza di Marcus.
Era porpora e dorata, un grande letto a baldacchino fatto di legno di quercia e di avorio, un tavolo rotondo, dei comodini e panche imbottite. Era la camera più bella di tutte.
Marcus chiamò due schiave che subito si avventarono su Alexandros.
“ Cosa…?!”esclamò il ragazzo preso alla sprovvista, ma le donne lo spogliarono e lui rimase nudo davanti al proprio patronus.
Le sue guance si tinsero di un rosso vermiglio, sentiva che il viso gli stava andando in fiamme.
Marcus, seduto sul letto, aveva un’aria pensierosa. Lo stava guardando senza alcun pudore.
Alexandros sapeva di possedere un bel corpo, tuttavia avrebbe voluto che la terra lo inghiottisse per la vergogna che provava.
L’uomo si accorse della pudicizia del ragazzo, pertanto ordinò alle donne di coprirlo con un panno e di portarlo nella stanza accanto, dove fu messo in una vasca d’acqua calda e profumata. Alexandros si chiese se anche a Julius fosse imposto quel trattamento nell’altra parte della domus.
Il suo padrone, infine, disse alle schiave che potevano andarsene.
Alexandros affondò nell’acqua fino al collo. Marcus si sedette sul bordo e con un movimento repentino gli afferrò le mani, al ragazzo sfuggì un grido di sorpresa.
“ Cos’è successo?”volle sapere.
“ Sono caduto”rispose il ragazzo a mezza voce.
“ Alexandros la mia pazienza ha un limite. Cosa è successo? Julius ti ha giocato un brutto tiro?”alzò la voce. Alexandros trasalì nella vasca. Era la prima volta che vedeva Marcus controllarsi a stento. Subito scosse la testa.
“ No, assolutamente no! Lui mi voleva solo parlare, quindi abbiamo passato il pomeriggio insieme, poi stava per piovere… stavamo tornando, ma sono inciampato e gli sono caduto addosso, lui stava per sbattere la testa, perciò, per evitare che accadesse ciò, ho messo le mano sotto il suo capo”parlò velocemente in preda a una strana paura. In quell’attimo capì: Marcus aveva il potere di infondergli un terrore che gli attraversava anche le ossa.
L’uomo parve sorpreso, ma dopo si rilassò sospirando sollevato. Sapeva bene che Julius aveva giocato altri brutti scherzi ai suoi precettori, ma questa volta era andata bene, a quanto pareva. Alexandros era sempre stato sincero, perciò non dubitava delle sue parole. Dopo che era tornato dal Senato, dove era stato chiamato per un’emergenza, aveva saputo che i due si erano allontanati insieme e stranamente aveva temuto per Alexandros, sapeva del caratteraccio che si trovava Julius, però sapeva anche dell’orgoglio di Alexandros. Se Julius gli avrebbe combinato qualche cosa di spiacevole, di certo Alexandros avrebbe risposto senza curarsi delle conseguenze e l’ultima cosa che voleva era punirli entrambi o peggio.
Il problema principale era che Alexandros gli era diventato troppo utile, in tutte le faccende, ormai era l’unico di cui si fidava per fare i conti, per quello che riguardava alcuni progetti, per la cura dei ragazzi e del loro insegnamento, e ultimamente era sempre Alexandros che manteneva l’ordine anche fra gli altri schiavi.
“ Alexandros, sai danzare?”.

3 commenti:

  1. Che bel capitolo! Questa storia mi sta prendendo davvero, mi piace tanto.Complimenti, aspetto presto il seguito.

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  2. Grazie per i complimenti(ma non me li fare troppo spesso altrimenti mi monto la testa ^//^), ma mi aspetto anche delle critiche da una brava come te!XD

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