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Visualizzazione dei post con l'etichetta Alexandros

Alexandros ( capitolo 10)

Finalmente è tornato! Pensavo di morire senza di lui, ma dove cavolo sono finiti tutti? Soprattutto Alexandros chissà dov’è andato a quest’ora… e neanche Julius c’è, speriamo bene, non vorrei che quel deficiente ne combinasse una delle sue. Cornelius non è voluto venire, ha detto che lo incontrerà domani, che non sta bene andare da lui a quest’ora della notte. Ma sai chi se ne frega! Inizio a correre, ormai sento delle voci, sono forti come gli uomini a cui appartengono, a me hanno sempre fatto un po’ impressione questi generali, sono cosi grandi, muscolosi e potenti, mi pare che se solo mi prendesse uno di loro per mano me la spezzerebbe; che sciocca! Anche papà è un generale, ma lui è molto gentile con noi, non è rude. Oh, per gli dei! Sento il suo profumo, un odore buono e tranquillizzante. So di stare per fare una figuraccia, però sinceramente non mi importa, quindi, senza pensarci due volte, spalanco la porta dell’exedra ed entro. Davanti a me ci sono circa sei uomini, forse gener...

Alexandros ( capitolo 9)

Alexandros stese le gambe perlacee e chiuse gli occhi. Un leggero venticello gli accarezzava il viso esposto al sole di fine estate. La sola toga gli dava alquanto fastidio per il caldo, anche se era di lino. Si passò una mano fra i capelli sospirando. Si alzò guardandosi intorno. Non c’era nessuno al di fuori di Tia* che chiamò. La donna si voltò e gli sorrise aspettandolo, quando lui la raggiunse le prese dalle mani un secchio d’acqua. Lei lo ringraziò per la gentilezza che le dimostrava sempre. “Figurati” rispose il ragazzo avviandosi con Tia verso le cucine. “Quanto fa caldo! Oggi non hai lezione con i figli del padrone?” gli chiese accendendo il fuoco. “No, oggi erano stanchi e li ho lasciati riposare, ma ho detto loro di leggere alcune poesie di Menandro” la informò cominciando a tagliare delle cipolle. “Che fai? Cosi piangerai” lo rimproverò scherzosa. “Non ti preoccupare, invece tuo figlio come sta? Ultimamente l’ho visto un po’ pallido” affermò, mentre l’acido solforico della ...

Alexandros (capitolo 8)

Alexandros rabbrividì piano. Guardò davanti a sé; Julius, Cornelius ed Aemilia stavano scrivendo, non c’era nessun altro. Scosse leggermente la testa. Gli era sembrato che ci fosse qualcun altro lì con loro. Tornò a controllare i conti del suo padrone. Il ragazzo assunse un’espressione malinconica. Subito dopo quella notte Marcus era dovuto partire in una campagna militare contro un gruppo di ribelli celti; alla partenza lo aveva visto più silenzioso e triste che mai, anche i suoi tre figli non esprimevano la gioia di sempre, Alexandros era certo che qualcosa gli sfuggisse; di norma, essere un generale in una campagna militare era un grandissimo onore per un civis Romanus, invece capì immediatamente che per Marcus fosse solo una seccatura. Ormai erano passati due mesi da quando era partito, ogni tanto mandava delle lettere ai figli, nelle quali egli era del tutto inesistente. Questo gli faceva quasi male; anche se sapeva che per lui non era che un corpo, avrebbe voluto… alzò gli occhi ...

Alexandros (capitolo 7)

Cornelius e Aemilia lo seguirono durante la lezione e gli fecero tante domande, invece Julius era molto più silenzioso del solito. Parlando dell’Iliade il giovane gli rifilò una domanda alquanto alludente . “ Maestro?”lo chiamò Julius. “ Dimmi”rispose gentilmente. “ Achille e Patroclo erano davvero amici?”volle sapere. “ Certo” “ Solo amici?”insistette lui e Alexandros capì dove voleva andare a parare. “ Ah, Julius non so se tua sorella…”cominciò lui. “ Non si preoccupi per me! Tanto con questi due attorno si può ben immaginare cosa mi tocchi sentire…!”intervenne lei alzando gli occhi al cielo. “ Bene… se la mettete cosi” borbottò sottovoce, “… a quanto pare i due erano molto… ehm… affettuosi fra loro; nell’Iliade, Omero non rivela con certezza il vero rapporto fra i due, ma ci sono diversi riferimenti che fanno pensare a ciò che sostengono oggi molti intellettuali, cioè che passavano parecchie notti insieme; Cornelius non ti scandalizzare, era una cosa normale, anche ora, dopo tanti s...

Alexandros (capitolo 6)

Che serata devastante; prima quello spettacolo idiota e poi Julius che fa il deficiente con Alexandros, la dovrebbe smettere; non per chissà quali motivi, ma solo perché lui è il suo maestro e perché, soprattutto perché, lui è mio. Oh, per gli dei! Sono talmente stanco che mi devo sedere sul mio letto, un letto rimasto fin troppo a lungo vuoto e ora ho tutta l’intenzione di riscaldarlo con i nostri corpi, mio e quello del mio bellissimo schiavo che pare si sia bloccato sulla porta. Alexandros, non appena è entrato, si è fermato davanti all’ingresso e mi fissa con occhi grandi e con la punta del pollice in bocca. Sembra un cerbiatto spaventato. Vorrei rassicurarlo, non deve temere, non sono uno di quelli che prende i suoi schiavi con la violenza, e dopotutto con lui non lo potrei mai fare, non sopporterei di vedere un’espressione di dolore sul suo volto. Mi alzo e bevo un bicchiere d’acqua, poiché avevo la gola secca per tutto il nervosismo che ho accumulato durante la serata. Alexandro...

Alexandros (capitolo 5)

Alexandros maledì mentalmente Marcus. Voleva imprecare, ma si trattenne. Stava seduto e aspettava che le donne finissero di abbellirlo. Finalmente quelle si fecero da parte e gli portarono uno specchio: indossava solo uno zendado che gli copriva le parti intime fino al polpaccio, al braccio portava un grosso bracciale con pietre preziose incastonate, una collana di rubini rossi gli cadeva dolcemente sul petto, i capelli erano sciolti e un’altra collana di pietre glieli attraversava, il viso era leggermente truccato, tratti di china nera gli mettevano in evidenza gli occhi, e le labbra erano state tinte con un rosso carne, era stato unto di molti profumi. Le donne si meravigliarono di lui, di quanto fosse bello. “ Allora Marcus? Quando ci farai vedere il tuo pupillo?”domandò scherzosamente un uomo grassoccio; ma Marcus era serio, non avrebbe voluto che Alexandros si abbassasse a fare quella cosa, ma di fronte alle pressioni degli altri non aveva potuto farne almeno, anche perché ognuno...

Alexandros (capitolo 4)

Alexandros si sentiva a pezzi; era come se lo avessero picchiato tutta la notte. Gli faceva male dappertutto, soprattutto dietro al collo. Cosa cavolo era saltato in mente a Marcus di colpirlo cosi violentemente?! Sospirò pesantemente scalciando una pietra, ma gli uscì un espressione di dolore poiché nel movimento aveva rigirato la schiena. Maledisse ancora una volta il proprio padrone. “ Ehi! Che avete fatto? Mi sembrate piuttosto malridotto”disse la voce roca di Julius. Alexandros trasalì, poi lo vide accanto a sé, spuntato da chissà dove. “ Divertente Julius, ma non sono in vena delle tue sciocchezze.”replicò il ragazzo asciutto continuando a camminare e, anzi, affrettando il passo nella speranza di seminare l’inatteso seccatore, ma quello gli stette dietro senza alcuna fatica. “ Marcus non c’è.”lo informò il ragazzo alzando le spalle, Alexandros si fermò e lo guardò sospettoso. “ Andrò a controllare da solo, grazie.”e ricominciò a camminare anche Julius lo seguì. “ Lei non si fida ...

Alexandros (capitolo 3)

Marcus chiamò Alexandros poiché aveva bisogno che il giovane gli facesse dei calcoli che ai suoi notai non uscivano e il risultato era in deficit. Quindi il ragazzo, dopo un primo momento di sorpresa, poiché era la prima volta che gli chiedeva il suo aiuto, si mise alla scrivania e iniziò a rifare i conti, a riguardare ogni azione dei vari fattori, a controllare le vendite e le entrate. Marcus lo avvertì che doveva andare nel foro per parlare di cose politiche e che, se avesse finito prima del suo ritorno, avrebbe dovuto raggiungerlo lì per comunicargli i risultati. Alexandros, infatti, finì e prese la pergamena con i calcoli e i risultati e si avviò verso la grande piazza romana. Fuori il sole stava calando, il caldo afoso d’agosto dava una tregua col calare delle tenebre. Nell’aria c’era profumo di cibo, di fiori, si udivano il trotto dei cavalli, le risa, il parlare della gente. Improvvisamente un brivido gli corse lungo la schiena e affrettò il passo. Non era stato prudente uscire ...

Alexandros( capitolo 2)

Non sapeva cosa fare, come comportarsi. Lui non era di certo un precettore! Ovviamente era molto istruito, ma non aveva idea su come insegnare ciò che sapeva agli altri. Sospirò piano fra i denti. Infine, decise che si sarebbe comportato allo stesso modo in cui si erano comportati i suoi pedagoghi con lui. Camminava con passi decisi, sebbene il suo animo fosse in subbuglio. Arrivò nell’exedra, la parte della casa utilizzata solitamente come sala di riunioni, di ritrovo, di conversazione. Era dipinta di un rosso bordeaux con fili dorati, era molto semplice, concluse. Era un ambiente molto illuminato, con ampie finestre, un tavolo centrale molto grande e sedie, intorno qualche ritratto di antenati e piante. Insolito, pensò. Dunque, appena entrato i suoi occhi si immersero in quelli di Marcus che lo osservava imperturbabile. Alexandros fece un breve saluto e rimase in silenzio. Dietro all’uomo c’erano due maschi e una femmina. Due erano ugualmente alti, avevano i capelli biondo scuro, la ...

Alexandros(capitolo 1)

Era una giornata afosa di luglio, tutto sembrava quasi appartenente ad un altro mondo; i mercanti urlavano per vendere la propria merce, la gente si affollava creando una calca, la polvere saliva ad ogni passo, il sudore, le tonache sporche, gli animali e gli schiavi in attesa di essere venduti. Marcus camminava piano, con passo sicuro, guardandosi intorno con un misto di repulsione e curiosità. Un uomo grassoccio gli si parò davanti mostrandogli un cavallo, era molto bello e sembrava in forza, la corta pelliccia brillava a causa del sole. Marcus andò accanto all’animale e tese una mano, ma il commerciante lo ammonì che mordeva, invece lui lo toccò, poi lo accarezzò piano. L'animale abbassò la testa lasciandosi carezzare dietro le orecchie e sulla folta criniera. “ Quanto costa?”domandò l’uomo fissando gli occhi neri dello stallone che lo guardava. Il mercante gli disse la somma, era caro, tuttavia lo prese e gli ordinò di portarglielo a casa l’indomani, quello ringraziò felice di ...