venerdì 12 novembre 2010

P.S. Ricordarsi di vivere (capitolo IV)




Nei giorni seguenti andò nel club e si comportò in modo davvero impeccabile, ormai era diventato la star del locale, con grande soddisfazione da parte di Viktor e grande odio da parte di Cindy.

Con Rosalie era riuscito a fare amicizia, in fondo lei era un fiore in mezzo al letame, era come una boccata di aria fresca. Gli piaceva ballare con lei, parlare dopo il lavoro, si erano scambiati anche i numeri di telefono e spesso si telefonavano. Viktor approvava l’amicizia con quella ragazza per la quale aveva un debole.

Erano ormai tre settimane che Erast non andava più a letto con sconosciuti, ma non gli mancava per niente fare sesso, invece gli mancava un’altra cosa che non riusciva a procurarsi e spesso gli causava quei maledetti sbalzi di umore o si sentiva addirittura depresso.

Cercava di assumere altre sostanze sostitutive, ma non avevano lo stesso effetto e anzi, alcuni miscugli che ingurgitava erano persino più pericolosi della droga.

Viktor si rese conto di un certo nervosismo da parte sua, ciononostante cercò di non darci peso, forse era dovuto alla sua emotività e alla sua esuberanza, l’ultima delle cose che voleva fare era litigare con lui.

Dopo quella sera in bagno non si erano più baciati, se non qualche volta quando si salutavano la sera, prima di andare a dormire. E anche quel gesto sapeva di familiarità, ma anziché infastidirlo, a Viktor piaceva. Era sempre stato solo e da quando aveva in casa quella peste di Erast doveva ammettere che stava meglio.

Spesso non tornava la notte, rimaneva con Cindy o altre donne, ma il sapere che c’era lui, in qualche modo, gli faceva gonfiare il cuore di contentezza.

Durante le serate, mentre il ragazzo toccava i clienti, li baciava, li seduceva, non scostava mai gli occhi dai suoi.

I giochi di sguardi, i gesti che capivano soltanto loro, i sorrisi rubati furono ben presto percepiti da Rosalie che cominciò ad osservali attentamente e quando li vedeva insieme discutere o stare tranquillamente l’uno accanto all’altro, scuoteva leggermente il capo, avendo intuito lo strano sentimento che li legava.

Una sera, intanto che Erast ballava seducentemente davanti a un gruppo di uomini che si era riunito intorno a lui, Viktor notò Cindy nascosta dietro una pesante tenda che osserva la scena tremando di rabbia. Non l’aveva mai vista così sconvolta. Le si avvicinò con le mani nelle tasche del completo gessato.

“Se non la pianti di agitarti così ti verranno le rughe prima del dovuto” la avvertì senza espressione nella voce.

La ragazza si voltò sorpresa. E dopo averlo fulminato a dovere con lo sguardo, camminò decisa verso un lungo tavolo ricoperto da una tovaglia bianca e vi posò il bicchiere con rabbia; Viktor intanto l’aveva raggiunta tranquillamente.

“Quel ragazzino mi da sui nervi!” sbottò con occhi fiammeggianti.

“Perchè? Ti ha fatto qualcosa?” domandò senza interesse.

“E’ altezzoso, arrogante, impertinente!” gli fece presente lei aggirandosi come un leone chiuso in gabbia.

“Lo so” disse fissandolo oltre il muro di vetro. Il ragazzo, quasi sentendo il suo sguardo su di sé, alzò gli occhi e per un secondo si fissarono come se fosse la prima volta.

“Guardalo” tuonò la donna mettendosi fra loro “in poco tempo è riuscito ad ottenere l’attenzione e il desiderio di tutti qua dentro” si morse un labbro dalla rabbia.

“Sei invidiosa?” chiese divertito spostando lentamente lo sguardo dal ragazzo sulla donna. Quella sera era particolarmente attraente, con quel abito da sera che lasciava ben poco all’immaginazione.

“Non fare l’indifferente! Ha ottenuto anche la tua attenzione e soprattutto la tua!” dopo questa accusa diretta seguì un lungo silenzio.

“Cindy, è solo un ragazzo” sospirò l’uomo passandosi una mano fra i capelli, l’ultima cosa che voleva era litigare con lei.

“Credi che non mi accorga di come lo guardi? Di come lo brami? Potrai fingere con gli altri ma non con me” esclamò e rise istericamente.

“Sei impossibile! Non ho intenzione di stare qui a discutere con te di queste scemenze” sibilò sentendo di cominciare a irritarsi.

“Ammettilo che ti piace!” lo incolpò puntandogli un dito contro.

“E con questo? Non ero forse nel tuo letto la scorsa notte? E poi sai benissimo che non ti sono mai stato fedele. Non capisco il perché di questa sceneggiata, quello che c’è tra noi è solo sesso, te lo sei forse dimenticata?” ringhiò sedendosi.

Cindy strinse i pugni conficcandosi le unghie nei palmi. Come poteva dirgli che per lei non era solo una questione di sesso? Come poteva dirgli che provava per lui un amore morboso e folle? Chiuse gli occhi, abbassò la testa sogghignando e riprese in mano il suo bicchiere di vino rosso.

“Non sono abituata a perdere, Viktor, specialmente non di fronte a quella puttanella appena arrivata”.

La donna di diresse a passo deciso verso il gruppo di uomini di ogni età che fischiavano e quasi sbavavano dalla libidine che li corrodeva. Se Viktor non avesse ordinato espressamente loro di non andare oltre con quel piccolo angelo demoniaco, lo avrebbero addirittura preso con la forza.

Cindy entrò nella folla e si fermò soltanto nel momento in cui si trovò davanti il giovane, che si era fermato per guardarla sospettoso. Cindy lo guardò negli occhi, un sorriso diabolico si dipinse sulle sue labbra, dopodichè gli gettò il contenuto del bicchiere in faccia, scioccandolo, lasciandolo senza parole. La bionda rise di gusto.

“Ahahah!, eccolo il vostro bambino bagnato! Ti sta bene il vino tra i capelli! Vino rosso come la tua chioma: rossa come il sangue!” e continuò a ridere fuori di sé.

Viktor si avvicinò velocemente alla scena, prese Cindy per un braccio e la trascinò via, dopo aver fatto un cenno ai presenti per rassicurarli che non fosse successo niente. Gli uomini mormoravano tra loro, qualcuno incitava Erast a continuare la sensuale danza. Egli, dopo aver guardato alcuni momenti in direzione dei due, incurante dei capelli e della camicia bagnata riprese a ballare mettendoci più impegno e sensualità del normale. Sorrise fra sé, se la guerra voleva, l’avrebbe accontentata. E il premio in palio sapevano entrambi qual era.

Viktor.

5 commenti:

  1. Ciao carissima :)
    E' sempre un piacere passare dal tuo blog. un bacio.

    RispondiElimina
  2. vorrei farti i miei complimenti: mi sono letta tutto il tuo blog e devo dire che sei veramente molto brava a inventare storie e personaggi! anch'io scrivo da sempre, anche se non ho mai fatto leggere le mie cose, e solo di recente ho iniziato il mio primo racconto che ha per protagonisti due ragazzi. continua a scrivere e a sognare!

    RispondiElimina
  3. Complimenti davvero tesoro.
    Come stai?tutto bene?
    Ti auguro una dolce serata.

    RispondiElimina
  4. ciao giusyyyy!!!si sto abbastanza bene anche se come vedi non posso più stare sui blog :( ma spero di tornare presto.tu? come va? kiss

    RispondiElimina
  5. Ciao dolcezza...mammamia però...e ora?
    ssssss...non urliamo...ti voglio dire che mi manchi nel blog....ssss...a presto ok?
    Uno bacione one one.
    Ti stringo.

    RispondiElimina