domenica 15 marzo 2009

Alexandros( capitolo 2)



Non sapeva cosa fare, come comportarsi. Lui non era di certo un precettore! Ovviamente era molto istruito, ma non aveva idea su come insegnare ciò che sapeva agli altri. Sospirò piano fra i denti. Infine, decise che si sarebbe comportato allo stesso modo in cui si erano comportati i suoi pedagoghi con lui.
Camminava con passi decisi, sebbene il suo animo fosse in subbuglio. Arrivò nell’exedra, la parte della casa utilizzata solitamente come sala di riunioni, di ritrovo, di conversazione. Era dipinta di un rosso bordeaux con fili dorati, era molto semplice, concluse. Era un ambiente molto illuminato, con ampie finestre, un tavolo centrale molto grande e sedie, intorno qualche ritratto di antenati e piante. Insolito, pensò.
Dunque, appena entrato i suoi occhi si immersero in quelli di Marcus che lo osservava imperturbabile. Alexandros fece un breve saluto e rimase in silenzio.
Dietro all’uomo c’erano due maschi e una femmina. Due erano ugualmente alti, avevano i capelli biondo scuro, la femmina più lunghi e il maschio corti, invece l’altro ragazzo era alto più o meno come lui ed era bruno come Marcus. Tutti e tre lo guardavano quasi sbalorditi. Alexandros non seppe il motivo preciso, ma gli venne da sorridere e non poté frenare ciò. Marcus sollevò un sopracciglio, tuttavia non commentò. Si fece da parte e tese la mano verso il ragazzo più grande.
“ Alexandros lui è Julius, mio figlio maggiore.”lo presentò brevemente, il ragazzo salutò timidamente Alexandros, il quale gli sorrise; Marcus continuò la presentazione” Lui invece è Cornelius e lei è Aemilia, i miei due gemelli.”concluse, anche questi lo salutarono.
“ Bene, ora io ho da fare, ci vediamo dopo. Fate i bravi.”disse brevemente riferendosi ai figli e guardò fisso negli occhi Alexandros, infine se ne andò.
Calò un silenzio tombale. I tre lo stavano esaminando, invece lui cominciava a sentirsi a disagio. Accidenti a lui!
Per dissimulare quella situazione fece cenno ai tre di sedersi, quindi lui si mise davanti a loro.
“ Bene ragazzi, come vi ha detto vostro padre io sono Alexandros e da oggi sarò il vostro precettore.”si presentò e non capì cosa stesse succedendo quando i tre si scambiarono degli sguardi stupiti.
Julius prese la parola.
“ Ma davvero tu sarai il nostro maestro? Voglio dire… sei cosi giovane!”commentò guardandolo languidamente. Il viso di Alexandros improvvisamente si indurì e diventò serio.
“ Signorino, per prima cosa portami rispetto.”cominciò ma fu interrotto.
“ Ma sei uno schiavo!”replicò irrisorio.
“ Si, sono un schiavo, ma non il tuo schiavo, bensì di tuo padre e in quanto tuo precettore mi devi il massimo rispetto, intesi? Pertanto io non ti do assolutamente il permesso di darmi del tu. E la mia età non ha importanza, perché di sicuro il mio livello di istruzione è molto più alta della tua e se non fossi una persona cosi presuntuosa capiresti che tuo padre non mi ha scelto come vostro maestro se fossi stato un ignorante.”parlò chiaramente. Julius fece una smorfia.
“ E come faccio ad accertarmi che lui ti abbia scelto per il tuo intelletto e non per il tuo bel faccino?”domandò sarcastico. A questo punto Alexandros fece un sorriso ironico e lo fissò con occhi gelidi.
“ Julius… se non vuoi avermi come insegnante dillo semplicemente a chi mi ha preposto a questo ruolo. Neanche io voglio avere te come alunno, perciò se non vuoi stare qui sei liberissimo di andartene.”terminò.
Julius non si aspettava di certo una reazione del genere, e dopo alcuni attimi di silenzio balzò su e se ne andò.
Alexandros non ci fece caso, invece fissò i due che stavano seduti e lo guardavano.
“ E voi? La pensate come lui?”chiese con lo stesso tono di voce, i due negarono insieme con la testa.
“ Bene.”disse sollevato e fece loro un sorriso.
I due gemelli si guardarono negli occhi poi rivolsero la loro attenzione ad Alexandros.
“ Non fare caso a lui, fa sempre cosi.”lo informò Cornelius alzando le spalle.
“ Già, diciamo che non sopporta i maestri. È un ottuso.”confermò la sorella facendo un cenno con la testa.
“ Ah… e perché?”domandò Alexandros sedendosi.
“ Non lo sappiamo, diciamo che lui non è uno a cui piace conoscere persone nuove.”rispose il ragazzo.
“ Capisco…”commentò Alexandros, anche se in verità non aveva capito nulla.
Dai due gemelli venne a sapere che entrambi avevano quattordici anni e che Julius ne aveva sedici. Poi chiese loro cosa avessero fatto per quello che riguardava le varie discipline; infine ripassò con loro dei canti dell’Iliade e spiegò un po’ della storia ellenica, quindi il pomeriggio li lasciò liberi.

Marcus era appena tornato e lo fece chiamare. Alexandros era sicuro che voleva chiedergli cosa fosse successo quella mattina.
“ Come hanno reagito i ragazzi?”domandò subito mentre leggeva una pergamena.
“ Cornelius e Aemilia mi hanno accettato come maestro e hanno seguito la lezione, per Julius non si può dire la stessa cosa.”rispose sinceramente.
“ Lo so. Dalla prossima volta trattienilo alle tue lezioni, deve capire che non può fare sempre quello che vuole. Parlando d’altro… cosa intendi insegnare loro per le prossime settimane?”chiese firmando una pergamena.
“ Per la storia parleremo delle guerre che si sono combattute in Grecia, poi le guerre dei Romani. Parlerò della dinastia Egizia, di coloro che voi chiamate barbari.
Per quanto riguarda l’epica farò imparare loro i due poemi di Omero; poi la retorica, la stilistica, le poesie latine. Migliorerò il loro greco e approfondirò rendendo il loro latino di un alto registro. Li farò ragionare con la geometria e le sere serene insegnerò loro l’astronomia. Infine illustrerò le terre e le popolazioni che le abitano.”rispose con tono di voce sicuro.
Marcus depose la pergamena che aveva in mano e gli rivolse uno sguardo scrutatore. Alexandros raddrizzò la schiena come se fosse stato un soldato che veniva esaminato dal proprio generale.
“ Si, va molto bene; e’ lo stesso sistema con cui hai studiato tu?”domandò.
“ Si, ma se vuole cambierò il programma.”rispose lui incerto.
“ No, va benissimo cosi. Inoltre, insegnerai loro solo la mattina, poi li lascerai liberi, però voglio da te anche un’altra cosa…”inizio a dire pensieroso. In verità non sapeva se fosse adatto, ma gli sembrava una persona matura, istruita, con i piedi per terra, quasi severo, quindi aggiunse” Tu provvederai anche alla loro educazione.”
Alexandros aprì la bocca per la sorpresa, di certo già insegnare a quelli che a prima vista erano delle pesti, per non parlare di Julius, era già un compito non facile, figurarsi pure provvedere alla loro educazione!
“ Mi scusi, ma è sicuro che sua moglie sarà d’accordo con ciò? Di solito nelle famiglie romane è la matrona a…”protestò, ma venne interrotto.
“ Loro non hanno una madre. E con Julius sei libero di agire come vuoi, pur di farlo tornare con i piedi per terra. Ora puoi andare.”parlò tornando a guardare la pergamena.
Il ragazzo capì di non poter commentare oltre e uscì silenziosamente dalla stanza.
Marcus lasciò cadere la pergamena e si sedette pesantemente su un sedia. Non era sicuro se la sua fosse stata una buona idea, ma lui non aveva tempo di occuparsi dei suoi ragazzi e tutti i precettori che aveva avuto precedentemente non avevano concluso nulla, erano stati tutti solo dei leccapiedi, invece quel giovane era una boccata di fresca aria. Era talmente diverso sia dagli altri schiavi che dalle persone che aveva intorno! Si passò una mano fra i capelli. Perché si fidasse di lui non lo sapeva, era una cosa unica, soprattutto perché era da pochissimo tempo che lo conosceva, però gli ispirava tanta sincerità e fiducia. E poi era sicuro che Aemilia, Cornelius e soprattutto Julius avrebbero potuto rapportarsi meglio con un insegnante giovane e bello di aspetto, uno che fosse vicino a loro per età e poteva comprenderli, ma allo stesso tempo che li trattasse come degli alunni. E a proposito di questo, gli venne in mente il programma che gli aveva illustrato. Se era vero che lui stesso aveva studiato in quel modo questo significava che era una persona di alto rango, a Roma neanche quelli più in vista e appartenenti alle nobiltà più antiche avevano figli che studiavano secondo un programma cosi vasto e ben fatto.
Forse con quello schiavo aveva veramente fatto un affare.
Alexandros stava ascoltando per l’ennesima volta Aemilia ripetere un pezzo dell’Iliade. Era migliorata molto, anche gli altri due erano migliorati, sebbene con Julius avesse un programma più avanzato.
Improvvisamente spostò lo sguardo verso il ragazzo più grande; dopo la scenata del primo giorno ne erano seguite altre, finché non era venuto di sua spontanea volontà a vedere le sue lezioni. E ci era rimasto. Era ormai passato un mese e Alexandros pensava veramente che le cose stessero andando bene. Solo una cosa lo rammaricava e, cioè, che chi lo aveva preceduto non aveva insegnato loro quasi nulla.
Aemilia era una brava ragazza, timida e gli portava davvero tanto rispetto, era un po’ vivace, ma molto acuta, infatti spesso, oltre le lezioni quando lei gli parlava come ad un amico, lui doveva fare attenzione a quello che diceva. Invece Cornelius era molto riflessivo, si faceva i fatti suoi, sembrava quasi che non gli importasse degli altri, era più timido della sorella e quando si rivolgeva ad Alexandros arrossiva sempre. Julius invece non riusciva ad inquadrarlo, sembrava una persona molto problematica, a una prima impressione era uno strafottente, prepotente, eccentrico, invece a volte lo vedeva sotto una luce diversa, gli sembrava di scorgere in lui una certa debolezza, e i suoi occhi, nonostante volessero parere sarcastici, erano tristi. Se con i due gemelli passava anche gran parte del pomeriggio, con lui non aveva mai parlato oltre le lezioni.
Alexandros sussultò quando la ragazzina gli toccò il braccio leggermente. La guardò sorpreso.
“ Maestro…?”chiese un po’ spazientita.
“ Si? Ah… scusa… cosa mi hai chiesto?”domandò sorridendo per scusarsi. Anche lei sorrise.
“ Se andava bene come ho ripetuto.”rispose lei.
“ Si, certo, sei migliorata molto. Per domani termina questo canto insieme a Cornelius va bene?”disse mentre la ragazzina andava a sedersi accanto ai due fratelli "Invece tu ,Julius, finisci il canto dell’Odissea e leggi gli ultimi tre. Per oggi va bene cosi, siete liberi.”disse e gli salutò, anche i tre salutarono andandosene.
Alexandros sorrise guardandoli uscire e si sentì per la prima volta soddisfatto di se stesso. Stava facendo una cosa che non avrebbe mai pensato di fare e per di più cominciavano a vedersi anche i risultati.

Aemilia guardò storto il gemello.
“ Scusa, ma perché non dici mai niente?! Almeno dimmi che ne pensi del nostro maestro?”domandò. Julius guardava i fratelli con un’espressione di tenerezza.
Invece Cornelius pareva a disagio.
“ Ma che vuoi? Che ti devo dire?”rispose quello scocciato.
“ Che ne pensi di lui! Ma quanto sei ottuso?!”fece lei con un gesto d’impazienza. Cornelius sospirò in modo melodrammatico e Julius sorrise sotto i baffi.
“ Ma che ne so… sinceramente mi sembra molto in gamba, beh è giovane, ma in un mese ci ha insegnato molto più di tutti gli idioti che abbiamo avuto finora… ed è anche molto maturo, e disponibile, nel senso che mi pare che ci puoi parlare di ogni cosa.”rispose finalmente con assoluta sincerità, Julius lo guardò sorpreso, invece Aemilia sorrise a trentadue denti.
“ Già, anche io lo penso. E’ davvero bravissimo! E poi avete visto che occhi?”fece lei entusiasta.
“ Oh no!”dissero all’unisono Cornelius facendo una smorfia e Julius coprendosi il viso con una mano.
“ Ma che avete capito?! Dicevo solo che… è molto… bello…”disse arrossendo. Cornelius alzò le spalle, tuttavia le sue guance si fecero porpora. Allora Julius balzò in piedi.
“ Non ci posso credere! Vi siete lasciati affascinare da quello là!”li accusò sconcertato. Aemilia si alzò su per rispondergli, ma per sua estrema sorpresa fu Cornelius a prendere la parola.
“ Falla finita Julius. Non so che problemi hai, ma non mi sembra opportuno che tu te la prenda con lui. Si, ci piace sia come insegnante sia come persona e se tu non fossi cosi ottuso capiresti molte cose che lui non dimostra.”parlò con calma fissandolo negli occhi. Era raro che Cornelius gli parlasse a quel modo, e in un primo momento Julius ebbe l’impulso di contrastarlo, ma dopo incrociò le braccia al petto e alzò le sopracciglia sedendosi.
“ Bene, allora illuminatemi.”li provocò con aria da sufficienza. I due gemelli si guardarono meravigliati.
“ Beh… lui è uno schiavo, però secondo me è di alte origini.”cominciò Aemilia.
“ Questo l’avevo capito pure io. Di certo una persona cosi istruita, con un portamento del genere non può essere un plebeo!”commentò Julius sprezzante.
“ Si, ma hai pensato che lui potrebbe essere di un rango sociale molto più elevato del nostro? Voglio dire… una volta ho sentito mentre consigliava Marcus su un piano del Senato che poi è stato pure approvato. Di solito di queste cose di cosi alto livello politico se ne intende solo chi appartiene a un certo ceto sociale.”intervenne Cornelius.
Julius non ci aveva mai pensato, quindi gli fece cenno di continuare.
“ E poi ogni mattina si sveglia prima dell’alba e si allena, mi pare che sappia combattere molto bene, si allena anche con la spada.”continuò il ragazzo.
“ Davvero? Ma lo hai visto tu?”chiese Aemilia rimanendo a bocca aperta.
“ Si, mi ero svegliato una volta e passando per il giardino l’ho visto, poi mi sono svegliato per vedere se anche i giorni successivi si allenava ed è cosi.”disse alzando le spalle.
“ Ragazzi… scusatemi, ma a parte tutto questo, è davvero uno schianto.”si lasciò sfuggire Aemilia. I due fratelli sospirarono pesantemente.
“ Ma tu non cambi mai?!”disse Cornelius.
“ Scusa se sono una femmina e so apprezzare la bellezza maschile!”scoppiò lei.
“ Però Aemilia ha ragione…”sussurrò Julius pensieroso” Voglio dire… ha un bel corpo e se è vero quello che dici, Cornelius, anche sotto i vestiti deve essere ben formato, poi ha quel viso dai lineamenti perfetti, e le labbra… gli occhi cosi profondi e pieni di calore… ma anche freddi quando guarda me…”disse ironico e soggiunse”… e i capelli… uno cosi io non ne ho mai davvero visto.”finì di dire e i due furono d’accordo con lui perché annuirono.
Stettero un po’ in silenzio ognuno riflettendo per conto proprio. Cornelius si era seduto a gambe incrociate sul pavimento di legno che dava sulla veranda, Aemilia stava su un triclinio e Julius su una sedia, alla fine fu questo che ruppe il silenzio.
“ Scusate…”parlò e attirò l’attenzione dei due”… ma io non posso smettere di pensare se Marcus… beh… se se lo porta a letto…?”disse e arrossì leggermente, Aemilia diventò di un rosso violetto, invece Cornelius alzò le spalle arrossendo.
“ Ma- ma che domande fai?!”disse lei alzando la voce.
“ Beh, però è vero…”intervenne Cornelius.
“ Eh?”fece lei.
“ Marcus forse ha un debole per lui… un qualsiasi romano se lo porterebbe a letto.”le disse, allora la ragazza ai alzò con un gesto spazientito.
“ Io me ne vado! Voi due siete solo dei maniaci e dei porci!”disse e uscì in fretta dalla stanza. I due rimasero a guardarsi negli occhi.
Cornelius fissava il fratello con occhi indagatori.
“ In verità non penso che Marcus abbia con lui questo tipo di rapporto, perché è il nostro maestro.”
“ Si lo penso anche io.”rispose Julius sorridendo.
“ Julius…?”
“ Mmh?”
“ In verità… a te piace molto Alexandros, vero?”chiese Cornelius a bassa voce.
“ Già.”rispose lui con lo stesso tono di voce. Cornelius si guardava i piedi mentre faceva un cenno di diniego con la testa.

2 commenti:

  1. COmplimenti, questo racconto è bellissimo e i personaggi sono davvero affascinanti.Non vedo l'ora di leggere il seguito perchè mi sembra molto promettente.

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  2. Grazie mille...il problema è che lo avevo scritto due anni fa, ero ancora piccolina...solo che poi il portatile(un altro) è andato in tilt e mi si sono cancellati tutti i racconti(uffy) e questo era il solo che avevo salvato... perciò devo ancora revisionarlo bene.

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