lunedì 14 settembre 2009

Noi due (capitolo 12)


“Signor Belleirs, sarebbe cosi gentile da accordare la sua attenzione alla mia noiosa lezione?” domandò un uomo sulla cinquantina fermandosi vicino a Gabriel che alzò lo sguardo annoiato.
“Certo signore, mi scusi” disse semplicemente e tornò a guardare fuori dalla finestra.
“Signor Belleirs! E’ la terza volta che la riprendo in poco meno di mezz’ora, se proprio non le interessa potrebbe gentilmente uscire fuori?” riprese il professore dopo alcuni minuti.
Il ragazzo si alzò, prese i libri e uscì. Non si sognava nemmeno di rimanere nel corridoio, quindi andò nel cortile dove si sedette su una panca e aprì un libro che cominciò a leggere distrattamente. Le parole scorrevano veloci sotto i suoi occhi ma non capiva il loro significato, lesse una pagina tre volte, però non afferrò nulla, perciò decise di chiudere il libro. Il problema era che pensava soltanto a Hesediel.
La sera dopo la festa lo aveva chiamato e gli aveva ricordato che sarebbe partito in un viaggio di affari in California, probabilmente con Nathalie.
Si rodeva dentro, sapeva che non era di certo giusto andare a letto con un uomo sposato, però quando Hesediel lo prendeva fra le braccia si lasciava semplicemente andare. E fra le sue braccia aveva scoperto il sesso fra uomini. Dio, cosa stava nuovamente pensando?!
Si passò una mano fra i capelli nervosamente e senza volere ascoltò quello che un gruppetto di ragazzi stava dicendo.
Si voltò e vide Hegyron che gli diede le spalle quando lo vide, ma i suoi quattro amici continuarono a fissarlo e uno di loro si prese il pacco fra le mani ammiccando. I quattro gli si avvicinarono e lo chiamarono ‘gay’ usando anche altre sinonimi molto volgari. Il ragazzo sospirò e agguantò un polso di un bruno, gli tirò un pugno che lo fece barcollare; un biondo lo prese sulla mascella, però Gabriel non demorse e tirò un calcio alle gambe di un altro. I quattro si avventarono su di lui.
Uno lo colpì violentemente allo stomaco facendolo piegare in due e un altro gli diede un calcio nell’incavo delle ginocchia buttandolo a terra, dove gli sferrarono altri calci all’addome, ma il ragazzo si riprese e con un colpo di gambe fece cadere il biondo che si lamentò di avergli rotto le caviglie. Si rialzò e continuò a picchiarsi. Era allo stremo, era quasi deciso di lasciarsi picchiare nel momento in cui intervenne Hegyron che comandò ai suoi amici di lasciarlo stare. Gabriel si appoggiò alla panca cercando di pulirsi il rivolo di sangue che gli sgorgava dal labbro sporcandogli tutto il mento.
“Vattene Gabriel” gli disse soltanto.
Si fissarono.
“Sei diventato forte” aggiunse Hegyron constatando che i suoi quattro amici erano piuttosto malridotti.
“Grazie a te” rispose il ragazzo sarcastico. Prese i suoi libri e gli passò accanto.
In quell’attimo il suo cuore si chiuse per sempre per Hegyron.
Barcollando come se fosse ubriaco riuscì a mettersi sulla sua moto. Guidando piano riuscì anche a giungere al suo appartamento senza alcun incidente.
Una volta chiusa la porta alle proprie spalle si lasciò scivolare sul pavimento e si prese il volto fra le mani.
Non si era picchiato perché era stato insultato, in verità non gliene fregava molto, anche se ancora non era abituato all’idea di trovare attraente anche un uomo; si era arrabbiato perché aveva sentito come se le loro parole fossero rivolte alla sua relazione con Hesediel.
Quel tardo pomeriggio aveva scoperto che in qualche modo ci teneva a lui.
Avrebbe combattuto per quell’uomo con le unghie e con i denti.

Un bussare che diventava sempre più insistente lo destò. Si rese conto di trovarsi ancora sul pavimento. Sanguinante, dolorante e triste.
Si rialzò in piedi a fatica e aprì.
Hesediel inarcò un sopracciglio vedendolo in quello stato, tuttavia quando la luce rischiarò il buio della stanza la sua espressione divenne glaciale.
“Cos’hai fatto?” gli domandò osservando il volto tumefatto, i lividi sul petto, la camicia sporca di sangue, i pantaloni rotti.
“A botte” rispose pungente.
“Non immaginavo che ti piacesse fare queste cose” commentò levandosi la giacca e posandola sul divano.
“Certo, poi mi piace anche drogarmi, violentare le fanciulle, rubare…” ironizzò, ma si zittì quando l’uomo lo prese violentemente per un braccio e lo fece sedere sul divano.
“Dove tieni il disinfettante?”.
“Oh, vuoi fare la crocerossina?” domandò Gabriel sarcastico.
“Ragazzino, la mia pazienza ha un limite” lo avvertì. Gabriel alzò una spalla e gli indicò il bagno. Hesediel tornò poco dopo con il disinfettante e alcune fasce e garze.
Gli fece togliere la camicia e i pantaloni. Gli disinfettò prima i graffi sul volto, poi sul petto e sulle gambe, quindi gli fasciò una gamba e alcune ferite. Su altri lividi mise della pomata. Gli portò un accappatoio con il quale lo avvolse e gli fece bere un caffè caldo.
Gabriel era silenzioso.
Non si era aspettato un simile comportamento da parte dell’amante.
Questo lo rendeva ancora più triste. Non sapeva darsene un motivo, ma il fatto che si prendesse cura di lui gli faceva paura. Perché cosi faceva soltanto in modo che gli si affezionasse ancora di più.
Ormai da parte sua non c’era più solo sesso.
Sospirò accoccolandosi al suo petto sul divano. Era stato un gesto spontaneo, però nel momento in cui sentì Hesediel irrigidirsi volle scostarsi, tuttavia l’uomo lo strinse a sé e lo lasciò piangere in pace.
Poco dopo perse i sensi e Hesediel lo portò a letto.

Affermare che fosse arrabbiato era cosa da poco.
Era furioso.
Fermò la macchina davanti al Frejus e si fiondò nella stanza di Hegyron. Prese il ragazzo che era sorpreso dalla sua inaspettata visita per il colletto della maglietta e lo sbatté al muro.
“Ehi!” gridò lui fissandolo.
“Fratellino, ora fai il bravo e dimmi chi cazzo ha picchiato Gabriel” sibilò Hesediel.
“Gabriel? E che ne so io”.
“Ma come? Non sei il suo migliore amico?” gli domandò ironico.
“Non più, a me non piacciono i froci” rispose il ragazzo con aria di superiorità, però subito dopo si lamentò per il pugno che Hesediel gli sferrò nello stomaco.
“Rimangia quello che hai detto” ringhiò l’uomo, Hegyron strinse le labbra.
“Quindi è lui la tua puttana” osservò.
Hesediel gli sferrò un altro pugno nello stomaco.
“Hegyron, forse hai dimenticato che stai parlando con me, misura le parole. Dimmi chi lo ha picchiato” gli chiese nuovamente.
Hegyron resistette.
Un altro pugno.
Infine cedette.
Hesediel uscì e andò a cercare i quattro ragazzi.
Li trovò in una delle loro camere.
“Chi cazzo sei? Cosa vuoi?” gridò uno di loro quando l’uomo irruppe nella stanza.
Hesediel lo prese per il collo.
“Sapete, trovo che sia davvero eccitante picchiarsi, ma…” parlò freddamente dandogli un pugno all’addome, un altro e un altro fino a quando cadde a terra per il dolore; gli altri tre si alzarono per aiutare l’amico, però Hesediel prese il biondo per la testa e gliela sbatté al muro.
“… dovreste scegliere meglio le vostre vittime, lui è mio!” latrò e gli fece sbattere un’altra volta la testa contro il muro.
“Come avete osato solamente toccarlo?!” gridò lasciando perdere il biondo che aveva ormai perso i sensi. Si occupò degli altri due dopodichè decise di tornare da Gabriel.
Non aveva potuto di certo evitare che il ragazzo fosse picchiato, ma almeno cosi si sentiva meglio. Molto meglio.
Fermò la macchina sotto il palazzo di Gabriel e rimase a lungo dentro l’automobile al buio.
Si passò una mano fra i capelli e si accese una sigaretta. Volle scendere, però il suono del cellulare lo bloccò, era la sua segretaria. Sospirò buttando la sigaretta. Di certo una riunione fuori programma. Si rimise nella vettura e ripartì.

4 commenti:

  1. Mio dio che capitolo commovente. Povero Gabriel, perchè il suo amico più caro lo tratta in questo modo? Non riesco a pensarci.

    RispondiElimina
  2. Beh, diciamo che ho cercato di descrivere la realtà che io vedo attorno a me. Cara, mi scuso ancora per questi post un pò cosi...anche magari non curati come i precedenti, ma sai che sto attraversando un periodo strano...prometto che cercherò di tornare quanto prima come prima(oddio...). baci.

    RispondiElimina
  3. Quanto prima come prima? ahahha Carino il giochino di parole.
    CMq bello il capitolo, soprattutto perchè, come ormai sai, vado pazza per le tenerezze tra i protagonisti!!!! Quindi saprai anche che ho ancora gli occhi a cuoricini a pensare ad Hesediel che cura Gabriel e questultimo che si appoggia al suo petto. Sono calma tutto sommato. (AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA CALMISSIMAAAAAAAAAAAA!!!!)

    RispondiElimina
  4. Ahaha!!!carissima...allora questo capitolo te lo dedico...in fondo, pensandoci,ci sono tutti gli elementi che piacciono a te:si picchiano, si amano;) gazie cara. A presto. bacioni

    RispondiElimina