Ho abbandonato questo blog tanto tempo fa e non credo di essere in grado di riprenderlo, almeno non nel futuro prossimo, pertanto ritengo sia doveroso da parte mia spendere due parole sul blog che mi ha rappresentata nel passato. Le storie che ho scritto sono state ispirate e sostenute da alcune persone, fra cui una in particolare alla quale davo il mio sostegno morale scrivendo ciò che ritenevo fosse un amore normale anche per coloro che pensano di non essere normali. Essendo questa persona venuta meno non ho più alcun motivo a continuare a incoraggiare qualcuno che non c'è. Ho pensato anche di cancellare il blog, tuttavia ho deciso di tenerlo, almeno come ricordo. Un caro saluto a tutti coloro che sono stati i lettori di questo blog e che mi sono stati accanto virtualmente nel passato. Jivri'l.
Si affrettano. Guardano solo davanti a loro; mi passano accanto, ma non si voltano verso di me nemmeno per errore e se lo fanno accelerano subito il passo. Il sole oggi è accecante, si respira un'aria calda che brucia la gola e l'anima, soprattutto si respira la paura, l'ansia, la malattia, la morte. - Miriam- una ragazza mi scuote leggermente per un braccio - Andiamo, siamo in ritardo. La seguo a tre passi di distanza. La mia mente è altrove, non so neanche io dove. In verità non penso a nulla, sono e mi muovo come un'automa. Non sento più nulla. E cosa dovrei sentire? Quando si perde tutto non si è più in grado di essere alcunché. Scendiamo delle scale che ci portano nel sotterraneo dell'ospedale; appena arrivate incontriamo altri colleghi che ci aspettano. Linda apre una porta. L'istinto ha il sopravvento e mi porto una mano al naso. L'odore nauseabondo di un corpo in decomposizione ci fa inorridire. Subito, però, abbasso la mano e cerco ...